Ciessevi

Vendita eccezionale di oggetti Visualizza la notizia in formato PDF (aprirà una nuova finestra)
Siamo un'associazione di volontariato iscritta all'albo regionale. Abbiamo intenzione di effettuare, in locali messi a disposizione dall'Amministrazione comunale, un'esposizione e vendita di quadri e mobili d' epoca di proprietà di un commerciante. Parte del ricavato verrebbe devoluto alla nostra associazione. La vendita degli oggetti non viene fatta da noi ma direttamente dal commerciante che rilascerebbe regolare fattura. È possibile per noi effettuare tale iniziativa? Il commerciante deve richiedere particolari permessi o notificare la vendita?

Quella che viene configurata, in realtà, non è una vendita di beneficenza o una iniziativa riconducibile alle operazioni
di cui al Decreto ministeriale 25.5.1995 (le cosiddette attività commerciali o produttive marginali) ma un’operazione congiunta, che si articola:

  • in una vendita di natura eccezionale effettuata dal commerciante e “patrocinata” dalla associazione; 
  • in una erogazione liberale effettuata sempre dal commerciante nei confronti della associazione, proporzionale
    al ricavato della vendita; 
  • il tutto promosso dalla Amministrazione comunale che mette a disposizione i locali.

L’operazione è sicuramente fattibile: per il commerciante costituisce peraltro una normale operazione commerciale,
per la quale dovrà regolarizzare sia la posizione nei confronti del Comune per le autorizzazioni alla vendita (presumibilmente operazione semplice, visto il ruolo del Comune stesso) sia la posizione fiscale, mediante utilizzo
del proprio registratore di cassa ovvero di ricevute fiscali o di fatture per tutte le operazioni effettuate.
Rimarrà poi la problematica, per il commerciante, della eventuale deducibilità della erogazione liberale alla vostra
Associazione, che sarà assoggettata alle regole del Decreto legislativo 460.


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