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Vendita di prodotti realizzati dagli utenti |
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Siamo un’associazione di volontariato iscritta. Per raccogliere fondi a sostegno delle nostre attività, possiamo offrire presso i negozi del quartiere i beni prodotti dai nostri utenti? Se sì, con quali modalità?
L’Associazione si qualifica come un’associazione di volontariato iscritta al registro e quindi ogni attività economica o meglio di natura “commerciale” può essere messa in opera col rispetto di quanto prevede la legge per le attività “marginali” svolte dalle organizzazioni di volontariato.
È sicuramente possibile effettuare quanto espresso nel quesito rispettando però quanto indicato di seguito.
Le entrate derivanti da attività commerciali e produttive marginali devono essere totalmente devolute a fini istituzionali, cioè quelle previste dallo statuto.
Le entrate derivanti da attività economica marginale si individuano così come indicato dai tecnici del Ministero delle Finanze con il decreto del 25-5-1995.
Vale a dire sono attività commerciali e produttive marginali, le seguenti:
- attività di vendita occasionale o iniziative occasionali di solidarietà svolte nel corso di celebrazioni o ricorrenze o in concomitanza a campagne di sensibilizzazione pubblica verso i fini istituzionali dell’ organizzazione di volontariato;
- attività di vendita di beni acquisiti da terzi a titolo gratuito a fini di sovvenzione, a condizione che la vendita sia curata direttamente dall’organizzazione senza alcun intermediario;
- attività di somministrazione di alimenti e bevande in occasione di raduni, manifestazioni, celebrazioni e simili a carattere occasionale;
- attività di prestazioni di servizi rese in conformità alle finalità istituzionali, non riconducibili all’articolo 111 del Testo
Unico, verso pagamento di corrispettivi specifici che non eccedano del 50% i costi di diretta imputazione.
Le attività sopra elencate devono essere svolte in funzione del diretto realizzo della finalità di tipo istituzionale dell’associazione di volontariato e senza l’impiego di mezzi organizzati professionalmente per fini di concorrenzialità sul mercato, quali l’uso di pubblicità dei prodotti, di insegne elettriche, di locali attrezzati secondo gli usi dei corrispondenti esercizi commerciali e di marchi di distinzione dell’impresa.
La gestione delle sopraelencate attività, e quindi anche dei manufatti realizzati dagli assistiti dell’associazione, va fatta osservando alla lettera quanto indicato ovvero non eccedendo nelle manifestazioni e nelle raccolte fondi periodiche e di conseguenza non mascherando un’attività commerciale continuativa ed abituale con un regime di occasionalità.
Di conseguenza, ad avviso dello scrivente, la vendita presso i negozi del quartiere (cioè presso attività commerciali che abitualmente svolgono attività rivolta al pubblico) deve essere temporanea e non permanente, anche perché in tali casi darebbe adito a diverse problematiche amministrative e fiscali (relazione fiscale tra negozio e associazione, conto vendita, problemi fiscali, problemi di magazzino, ecc.).
Diverso trattamento vi è quando i beni prodotti dagli utenti siano detenuti presso la sede dell’associazione e vengano rilasciati a soci e/o a terzi mediante libera offerta e senza avere prezzo imposto e mezzi organizzati professionalmente. |