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Dal libretto sanitario al metodo HACCP Visualizza la notizia in formato PDF (aprirà una nuova finestra)
Disposizioni in materia di igiene alimentare per volontari addetti alla somministrazione di alimenti e bevande

La legge regionale 12/2003 sulle norme relative a certificazioni in materia di igiene e sanità pubblica, in attuazione del decreto legislativo n. 155/97, ha abolito il libretto sanitario.
Un cambiamento che si fonda su un diverso approccio al controllo e alla prevenzione delle malattie trasmesse da alimenti. Il Decreto legislativo 155/97, che introduce la metodologia dell'autocontrollo e analisi dei rischi e dei punti critici (HACCP), ha stabilito che spetta all'azienda (intesa in senso ampio come struttura o ente nell’ambito del quale sono gestiti servizi di somministrazione, commercializzazione e ristorazione)  la responsabilità dei processi di: produzione, preparazione e distribuzione di alimenti; la prevenzione del rischio sanitario; la formazione, l’addestramento e l'aggiornamento del personale preposto. Gli organismi di controllo (ASL, Regione) hanno, invece, il compito di verificare l'adeguatezza dei provvedimenti preventivi adottati e la loro regolare applicazione. 

Due sono gli adempimenti da osservare.
Per i responsabili degli Enti
I responsabili di organizzazioni che svolgono servizio di somministrazione di alimenti e bevande (distribuzione di pasti caldi, mense per i poveri, rifornimento di generi alimentari durante le feste e raccolte fondi, bar interni alle associazioni, servizi di cucina nelle comunità, ecc.), secondo l’articolo 2 del Decreto legislativo n.155/97, devono garantire l’igiene della: preparazione, trasformazione, deposito, trasporto, manipolazione, vendita, somministrazione dei prodotti alimentari. Devono, inoltre, individuare, applicare, mantenere e aggiornare le adeguate procedure di sicurezza esclusivamente con il sistema di “Analisi dei Rischi e Controllo dei Punti Critici”, cioè l’HACCP (Hazard Analysis and Critical Controllo Points): un metodo di analisi per individuare le più opportune procedure di prevenzione dei pericoli all’interno del processo produttivo alimentare al fine di eliminare i rischi per la salute del consumatore. Pertanto le organizzazioni devono dotarsi di un Piano di Autocontrollo, seguire un corso di formazione, aggiornare le schede di controllo dei CCP (Punti critici da controllare), assicurare la formazione dei propri volontari in materia di igiene alimentare in relazione al tipo di attività.

Per i volontari
I volontari delle organizzazioni che, in modo continuativo, o saltuario, sono addetti alla somministrazione, preparazione e vendita di alimenti e bevande sono tenuti a informarsi e formarsi sulla normativa vigente.

Scarica il documento sul quadro normativo in formato(35 KB)
Scarica l’estratto del Burl n.23 del 2004 in formato(557 KB)
Una serie di faq in formato(16 KB)


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