Ciessevi

Gli adempimenti contabili del volontariato Visualizza la notizia in formato PDF (aprirà una nuova finestra)


 A cura di Enrico Bianchi
Pubblicato il 7° volume della collana “Quaderni del volontariato”, edito dal Coordinamento dei Centri di servizio per il volontariato della Lombardia, dal titolo “Gli adempimenti contabili del volontariato” a cura di Enrico Bianchi, ragioniere e consulente di CIESSEVI.
Questo opuscolo vuole essere uno strumento operativo per aiutare le organizzazioni a gestire la propria contabilità.
Sono almeno cinque i motivi validi per tenere una corretta contabilità:
• informare gli amministratori, gli organi direttivi e i soci dell’ente sull’andamento della gestione: i presidenti o gli amministratori o il consiglio direttivo stesso possono, in particolare, seguire i movimenti finanziari, le partite creditorie e debitorie, i rapporti con le banche, con gli eventuali dipendenti, con i fornitori;
• assolvere al dovere etico della trasparenza ripreso dalla normativa specifica (legge 266/91 e D.Lgs 460/97) e da tutte le pubblicazioni sul terzo settore;
• informare i terzi che hanno rapporti con l’ente. Infatti può accadere che banche o fornitori chiedano informazioni di tipo contabile in occasione di concessione di eventuali affidamenti;
• assolvere gli obblighi di bilancio imposti dalla specifica legge: sia la legge 266/91, per le organizzazioni di volontariato (articolo 3); sia il D.Lgs 460/97, per le Onlus (articolo 25). Queste norme prevedono espressamente la formazione del bilancio di gestione. Infatti contabilità e bilancio sono strettamente legati tra loro, in quanto dalla contabilità scaturiscono i dati da evidenziare nel bilancio;
• assolvere eventuali obblighi statutari. Infatti, alcune organizzazioni prevedono, nel proprio statuto, l’obbligo di tenuta di una specifica forma contabile.
Le organizzazioni di volontariato non hanno l’obbligo di seguire lo schema contabile e di bilancio introdotto dalla IV direttiva CEE ed evidenziati dagli articoli 2424 e seguenti del Codice civile.
L’opuscolo inizia con la descrizione della gestione elementare di una organizzazione di volontariato. Sono elencati, nel dettaglio, gli strumenti principali per supportare la gestione amministrativa dell’ente: la cassa e la piccola cassa; il registro di banca; il registro di “prima nota”; gli scadenziari; l’inventario. Tutti questi strumenti non sono obbligatori, ma dettati da esigenze di gestione. Segue, poi, un esame dei regimi contabili, partendo da quelli più semplici sino ad arrivare a quelli più complessi: la contabilità finanziaria di cassa e le modalità di tenuta; la contabilità ordinaria in partita doppia; la contabilità analitica; il piano dei conti e la struttura di bilancio; l’attivo circolante; ratei e riscontri.
La seconda parte della pubblicazione esamina le singole realtà che compongono il terzo settore dal punto di vista fiscale: organizzazioni di volontariato; enti non commerciali e associativi; le organizzazioni non lucrative di utilità sociale; le modalità di raccolta fondi.
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