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Regolamento per i soci aderenti Visualizza la notizia in formato PDF (aprirà una nuova finestra)
La nostra associazione iscritta al registro del volontariato si è dotata di un regolamento interno, approvato dall’assemblea, che disciplina le modalità di comportamento e azione dei propri aderenti. I nuovi associati devono essere messi a
conoscenza di tale regolamento oltre che dello statuto? Quanto è vincolante il regolamento per i soci? Quali azioni disciplinari si possono intraprendere nei confronti di chi non lo rispetta?
Il regolamento di un’associazione rappresenta una fonte di doveri e di diritti vincolante per i soci al pari dello statuto, come del resto in genere le delibere degli organi sociali; per far sì che il regolamento abbia effettivamente un valore vincolante per coloro che aderiscono alla adesione dopo la sua delibera, è necessario che sia portato a conoscenza degli aderenti all’atto della loro adesione. Ciò è vero a prescindere dalla circostanza che l’esistenza del regolamento sia espressamente prevista o meno dallo statuto, anche se la prima delle due ipotesi è senza dubbio da preferirsi.
L’unica azione disciplinare che può essere adottata nei confronti di un socio che contravvenga al disposto del
regolamento è il provvedimento di esclusione.
Questo può avvenire sulla base di espresse clausole statutarie, qualora lo statuto preveda questo tipo di sanzione; oppure per la norma generale di cui all’articolo 24 del codice civile, secondo il quale l’associato può essere escluso al
ricorrere di gravi motivi, tra i quali il rifiuto di uniformarsi alle delibere assembleari. Occorre comunque riferirsi sempre
alla situazione concreta, per valutare in modo il più opportuno possibile la “gravità” dei motivi.

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