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Mercoledì 29 novembre 2006
Cifre da record per il Convegno “La promozione del volontariato giovanile nella scuola” voluto e promosso dall'Ufficio Scolastico per la Lombardia, dal Coordinamento dei Centri di Servizio per il Volontariato della Lombardia, dal Comitato di Gestione del Fondo Speciale per il Volontariato, dalla Caritas Ambrosiana e dal Forum del Terzo Settore che si è tenuto mercoledì 29 novembre 2006 alla Triennale di Milano.
Quasi quattrocento studenti, un centinaio di docenti e decine di rappresentati di associazioni di volontariato lombarde hanno posto sotto i riflettori il rapporto tra giovani, scuola e volontariato nella nostra regione dove, secondo gli ultimi dati Istat, il volontariato invecchia e c’è una grande difficoltà, da parte delle organizzazioni, nell’attirare e mantenere i giovani al loro interno.
Protagonisti della giornata sono stati i ragazzi delle scuole medie superiori, le loro esperienze di solidarietà, i percorsi compiuti tra entusiasmi, sfide e attese, i dubbi e, talvolta, le delusioni e le difficoltà.
Gli sportelli scuola volontariato, nati nel 1998, svolgono un ruolo cardine in questo ambito, offrendo ai giovani interessati al volontariato opportunità di esperienze percorse grazie alla collaborazione e al coordinamento con le organizzazioni di volontariato. Dal convegno è emerso che l'esperienza degli sportelli nelle scuole è un punto di riferimento non solo per le associazioni, che vi promuovono i loro progetti, ma anche per i docenti e le famiglie.
Come favorire questo confronto per favorire il protagonismo giovanile nel volontariato lombardo?
Sono molti i progetti, i percorsi e le modalità per far incontrare volontariato e mondo giovanile promossi dai centri di servizio in questi anni.
Un lavoro di promozione svolto in partnership con le associazioni di volontariato e con la collaborazione di altri soggetti, in particolare con il mondo della scuola, per indirizzare le energie disponibili verso una realtà giovanile desiderosa di far emergere quella voglia di solidarietà, di protagonismo e di partecipazione che il volontariato vuole intercettare.
Il Convegno ha ribadito che per i giovani il volontariato rappresenta un’occasione da non perdere per costruire la propria identità e per creare relazioni sociali che, nel tempo, possono dare una risposta alla ricerca di senso tipica di questa fascia d’età. Mentre per le associazioni ascoltare queste voci vuole dire aprirsi a un confronto, rimettersi in discussione e quindi arginare il rischio di invecchiare e chiudersi al mondo esterno. Quindi il dialogo tra i giovani e il volontariato diventa essenziale per la comunità in cui vivono.
Una scambio che apre le porte all’impegno sociale e quindi costruisce un ponte tra soggetti forti e soggetti deboli, tra chi è dentro e chi è fuori, in modo da rendere la comunità locale più coesa.
Uno stimolo alla partecipazione e alla cittadinanza attiva per rimuovere le disuguaglianze economiche, culturali, sociali, religiose e politiche e concorre all’allargamento e alla fruizione dei bei comuni. Un volontariato che non si ferma solo alla denuncia ma avanza proposte e progetti e partecipa ai processi sociali favorendo la crescita del sistema democratico. Un impegno verso la conoscenza e il rispetto dei diritti attraverso la rilevazione di bisogni e di fattori di emarginazione e di degrado e coinvolge la popolazione nella costruzione di una società migliore.

 “In un periodo storico – afferma Marco Granelli, presidente di CSV.net, coordinamento dei centri di servizio per il volontariato, nella foto primo a destra - in cui pare tutto sia in crisi e alla ricerca di nuovi valori di riferimento, i Centri di servizio vogliono spendersi per aiutare le persone a conoscere e a incontrare il mondo del volontariato affinché diventino protagonisti nella comunità e del suo sviluppo. In Lombardia abbiamo lavorato molto sulla promozione al volontariato giovanile attraverso collaborazioni con il mondo della scuola, dove i ragazzi passano molto del loro tempo e dove, in questi anni, sia il Ministero sia l’Ufficio scolastico regionale hanno realizzato una serie di sportelli di volontariato. Un’attività che richiede competenza, costanza e fantasia: comunicare il volontariato; aiutare i giovani e aiutare le associazioni. Per fare questo occorre un patto forte tra tutti coloro che praticano il volontariato, con chi segue la loro formazione e soprattutto parlando con i giovani e con la loro voglia di protagonismo”
Per Carlo Vimercati, Presidente del Comitato di gestione del Fondo Speciale per il Volontariato in Lombardia “I giovani sono utili al volontariato per il loro contributo operativo contingente, ma anche per l’apporto di freschezza nelle strutture e per la predisposizione dei rincalzi delle stesse, nonché, a periodo più lungo, per i ricambi generazionali. E per converso il volontariato può essere utile a loro stessi: aiuta le loro relazioni e il loro ingresso nella comunità e amplia gli orizzonti rispetto ai consueti e abituali quadri della famiglia, della scuola e dei compagni. L’ingresso al volontariato va però accompagnato, anche perché occorre acquisire uno stile di vita, oltre a metodologie e competenze che garantiscono interventi corretti e solidali”.
Un bilancio su quanto fatto nelle scuole della Lombardia lo ha presentato Mario Giacomo Dutto, Direttore generale dell’Ufficio scolastico per la Lombardia “Le testimonianze degli studenti che hanno partecipato alle esperienze di volontariato evidenziano come l’impegno speso in attività socialmente utili sia un volano sia sul piano personale sia sul piano umano. Infatti, le esperienze raccolte ci dicono che i ragazzi diventano più responsabili e imparano a rispondere ai bisogni degli altri, provando soddisfazioni e gratificazioni personali. Dal mio punto di vista i giovani non rispondono all’immagine che spesso ci consegnano i Media, soprattutto in questi giorni, dipingendoli come superficiali e sprezzanti verso gli altri. Certo sono inquieti e in attesa di costruirsi un futuro, ma hanno voglia di partecipare e di percorrere, insieme agli adulti, un itinerario per entrare in relazione con il sociale. Il volontariato, come tale, è una risorsa in grado di rispondere a queste attese. Ecco perché auspico che diventi una esperienza non solo sporadica ma come parte integrante dei processi di apprendimento e di formazione in ogni grado di scuola”.
“ Sono molti i giovani – dice don Roberto Davanzo, direttore della Caritas Ambrosiana – che arrivano al nostro sportello, nel 2005 ne abbiamo registrati più di 400, con le motivazioni più disparate ma uniti dall’intento di mettere parte della propria vita a servizio dell’altro in situazioni di difficoltà e di disagio. Noi offriamo loro dei percorsi formativi offrendo chiavi di lettura sulle varie forme di disagio e proponendo, secondo gli interessi e le attitudini personali, diversi servizi a cui dedicarsi”.
“ I temi della volontarietà, del dono, della gratuità, dell’impegno – afferma Sergio Veneziani,  Portavoce del Forum del terzo Settore della Lombardia – sono da coniugare ai concetti di responsabilità di rete, quindi di rapporto tra associazioni, istituzioni e tra queste la scuola assume nel contesto attuale un ruolo determinante. La scuola e il volontariato sono alleati formidabili perché i giovani sono attori formidabili. Perché il mondo del volontariato porta nella scuola occasioni di fare e i giovani vogliono essere presenti; perché il volontariato chiede assunzioni di responsabilità e i giovani vogliono confrontarsi con queste responsabilità; perché il volontariato invita ad ascoltare le istanze che provengono dal territorio e dalla società civile e i giovani vogliono vivere il loro territorio ed essere interpreti delle scelte e dei cambiamenti che si realizzano; perché il volontariato porta proposte d’impegno e i giovani vogliono avere testimonianze in cui riconoscersi”.
La Commissione Promozione del Coordinamento Regionale dei Centri di Servizio per il Volontariato della Lombardia ha presentato per l'occasione il volume "Le strade della solidarietà. Percorsi di promozione del volontariato in Lombardia" una carrellata delle esperienze realizzate in Lombardia dai Centri e una fotografia del panorama attuale, un prodotto che raccoglie in un unico momento idee e progetti portati avanti sul territorio con e per le organizzazioni.
Scarica l'opuscolo in formato(660 KB).
Riportiamo alcuni documenti sul convegno in formato:
Volantino (394 KB); il programma (88 KB); rivista CSVLombardia (311 KB); ricerca OdV iscritte al registro regionale della Lombardia (321 KB).
Vedi l'album fotografico.



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