Ciessevi

Il volontariato a Milano e provincia Visualizza la notizia in formato PDF (aprirà una nuova finestra)
E’ stata presentata la seconda edizione della ricerca realizzata da Ciessevi e Provincia di Milano
La rilevazione, realizzata da Ciessevi e Provincia di Milano, scatta una fotografia, aggiornata al 31 dicembre 2006, sulle 1.162 organizzazioni di volontariato (OdV) iscritte alla sezione della Provincia di Milano del Registro generale regionale del volontariato che operano a Milano e nei 188 comuni della provincia. Si tratta della seconda edizione dopo quella realizzata nel 2005 (dati 2003). Lo studiare a trecentosessanta gradi il volontariato fa’ di tale ricerca uno strumento prezioso per interpretare la rapida trasformazione dell’identità sociale, del tessuto economico e dell’immagine di un territorio complesso come quello della provincia di Milano. Garante della precisione delle informazioni è la fonte da cui sono stati raccolti i dati: le relazioni che ogni anno le OdV  devono compilare e consegnare agli uffici della Provincia di Milano.
La ricerca è suddivisa in quattro parti. Le prime due parti descrivono un quadro generale del volontariato organizzato nel territorio della provincia di Milano (profilo, trend delle iscrizioni al Registro, bilanci, servizi svolti, profilo organizzativo e rapporti con altri enti). La terza parte circoscrive ulteriormente la zona d'indagine prendendo in considerazione ambiti territoriali di dimensioni ancora più ridotte, quali i distretti socio-sanitari che in Lombardia sono il riferimento per i piani di zona. L’ultima parte propone la sezione “Volontariato in rete” che contiene informazioni particolareggiate sulle singole organizzazioni, utili a chiunque desideri entrare in contatto con il mondo del volontariato milanese.

“Quale somma risparmia la collettività grazie all’intervento dei volontari? Abbiamo voluto rispondere a questa domanda – afferma Lino Lacagnina, Presidente di Ciessevi – calcolando il valore economico dell’impegno offerto dai 39.447 volontari che operano, con un impegno continuativo, a Milano e provincia nelle OdV iscritte al Registro. Abbiamo quantificato che ogni volontario dedica  4 ore alla settimana e siamo arrivati a stimare 3.945 persone impegnate per 40 ore alla settimana. Utilizzando come parametro di riferimento uno stipendio lordo annuale di 25.000 euro, corrispondente al quarto livello del contratto del Commercio, si arriva a stimare un risparmio complessivo di 99 milioni di euro complessivi annui. A questi andrebbero aggiunti gli altri volontari che operano nelle organizzazioni non iscritte al registro; nelle associazioni di promozione sociale; nelle cooperative sociali e nelle altre onlus. I volontari, infatti, in provincia di Milano si stima siano oltre 100mila persone”.

I dati della ricerca
La rilevazione riguarda 1.162 organizzazioni di volontariato iscritte alla sezione della Provincia di Milano del Registro generale regionale del volontariato.

Distribuzione geografica
Un terzo degli enti, 421, ha sede in Milano; la maggiore presenza di organizzazioni si verifica nei comuni dell’hinterland (il 64%). La densità delle OdV in rapporto al numero degli abitanti conferma una distribuzione “a macchia di leopardo” con una maggiore presenza in comuni sia a nord sia a sud del territorio provinciale, tanto nei centri piccoli quanto in quelli più grandi. In particolare i comuni con la maggiore densità di enti sono: Monza, Legnano, Abbiategrasso, Seregno, Rozzano, Limbiate, Vimercate, Magenta e Cesano Boscone.

Età anagrafica
Il 18% delle OdV opera da oltre venticinque anni; mentre il 59,3% sono nate dopo il 1991 (anno di promulgazione della legge quadro sul volontariato) ; 240 organizzazioni si sono costituite dal 2001 al 2006.

Dimensioni
La realtà del volontariato è composta da gruppi di medie e piccole dimensioni: il 22,3% ha meno di dieci volontari e il 47,8% ha meno di venti volontari. Se si escludono le organizzazioni di ampie proporzioni (un centinaio), la dimensione mediana dei volontari è di circa 21 persone per organizzazione. Le OdV con il più alto numero di volontari sono concentrate nell’area di Milano città (valore mediano di 23 volontari per organizzazione).

Quantità
Il volontariato nel territorio di Milano e provincia mobilita 56.838 volontari che operano in 1.162 organizzazioni (donatori esclusi). Ciò vuol dire che due persone su 100, di età compresa tra i 14 e i 70 anni, sono impegnate gratuitamente e volontariamente in organizzazioni strutturate ed iscritte al Registro.

Età dei volontari
Il volontariato ha un’età matura: il 49,5% supera i 54 anni.

Grado di istruzione
Il livello di istruzione dei volontari risulta elevato: 20,4% di laureati e 47% con diploma superiore.

Formazione dei volontari
Sono molte le OdV che organizzano attività di formazione dei nuovi volontari.
La metà degli enti organizza corsi di base propedeutici allo svolgimento delle attività, mentre un quarto offre ai propri volontari corsi di aggiornamento o di specializzazione in itinere. Il restante 30,3% dei gruppi non prevede alcuna attività di formazione per i propri volontari.
Svolgono attività formative di base soprattutto le organizzazioni che si occupano di sanità e ambiente. Corsi di specializzazione sono promossi da enti che si occupano di sviluppo economico e coesione sociale, attività di protezione civile, istruzione e ricerca, assistenza sociale.
Le principali aree intorno alle quali si è svolta l’attività formativa sono quella del rapporto con l’utente/cliente (23%), della gestione delle risorse umane (21,7%) e del marketing e raccolta fondi (20,6%). Meno richiesta è la formazione di tipo motivazionale (dinamiche di gruppo, finalità e valori dell’organizzazione).
La formazione, nel 32,7% dei casi, è promossa e gestita da Ciessevi, mentre negli altri casi è gestita dall’organizzazione stessa o da una consociata (6,9%), da un ente pubblico (6,1%), da enti formativi universitari (4,5%) o enti privati o religiosi (2,5%).

Risorse economiche
I finanziamenti si attestano attorno a 153.500.000 euro. Le risorse economiche provengono prevalentemente da contratti e convenzioni stipulati con Enti pubblici (complessivamente 64 milioni di euro); da donazioni e lasciti (26 milioni di euro); da attività di raccolta fondi (24 milioni di euro) e da altre entrate di fonte privata (40 milioni di euro).
Le entrate di fonte pubblica costituiscono per le organizzazioni il 42% delle entrate complessive.
Il 18,4% ha entrate inferiori a 5.000 euro l’anno; il 13,7% tra 5000 e 12.000 euro e il 21,5% tra 12.000 e 30.000 euro. Ne consegue che il 53,6% delle organizzazioni iscritte al Registro provinciale può contare su entrate inferiori a 30.000 euro l’anno, mentre il  21,8% dispone di entrate superiori ai 100.000 euro. Gli enti con maggiori entrate risultano operare ad un livello territoriale più ampio (sull’intera provincia o la regione) e sono quelli caratterizzati da una struttura organizzativa più complessa (volontari e retribuiti).

Rendiconto economico
Gli enti hanno una buona capacità di risparmio o di accantonamento delle risorse: il 63,9% risparmia 36.709.018 euro, pari circa a 49.473 per organizzazione. Qualche difficoltà per il 23% degli enti che segnala di aver chiuso l’anno con un disavanzo: complessivamente 4.987.073 euro. Il disavanzo è maggiore per le organizzazioni che operano nel comune di Milano. Buona capacità di spesa per il 12,3% degli enti che chiude l’esercizio in pareggio.

Rapporto con le istituzioni pubbliche
Riguardo alle relazioni che le OdV intrattengono con enti pubblici, attraverso accordi formalizzati, definiti cioè da convenzioni, intese o accordi scritti, la ricerca ha rilevato che una organizzazione su due, nel corso del 2006, ha instaurato rapporti strutturati con altri enti. Il 30,2% ha intese con i Comuni o loro consorzi e il 22,9% con le Aziende Sanitarie Locali.
La suddivisione per area mostra che la “geografia” delle relazioni formali non è uniforme nel capoluogo lombardo: maggiori accordi scritti con amministrazioni comunali (35,7%) e con le strutture sanitarie, Asl e ospedali (28,7%) per le organizzazioni che operano nei comuni della provincia; maggiore collaborazione con Regione Lombardia (10,9%) e Provincia di Milano (8,7%) per le organizzazioni di Milano.

Aree di intervento
Nel capoluogo lombardo emerge la vocazione delle organizzazioni ad occuparsi di assistenza sociale, di filantropia e promozione del volontariato e di assistenza sanitaria. Le risposte fornite evidenziano che sono impegnate in queste tre attività ben 916 organizzazioni, pari al 79% degli enti iscritti al Registro del volontariato.
Le principali tipologie di persone assistite dalle OdV appartengono alle seguenti categorie: malati e traumatizzati (421.450  persone), minori (125.801, tra cui 26.731 minori stranieri) anziani autosufficienti (60.104), anziani non autosufficienti (46.996), diversamente abili (46.102), individui in difficoltà economica (44.729), immigrati (38.792), detenuti ed ex detenuti (26.177), eccetera.
In totale il volontariato si occupa di circa un milione e mezzo di persone.

Rapporto con Ciessevi
La grande maggioranza delle organizzazioni interpellate, il 93,9%, dichiara di conoscere il Centro Servizi per il Volontariato nella provincia di Milano (Ciessevi).  Il grado di conoscenza non è omogeneo in tutti i comuni: esso risulta minore, rispetto alla media provinciale, nell’area della Asl 1 a nord-ovest e nell’area della Asl 2 a sud.
Nel 2006, 637 organizzazioni, il 54,9%, hanno beneficiato dei servizi offerti. In particolare, nella suddivisione per area, osserviamo un superiore utilizzo dei servizi da parte delle organizzazioni di Milano città (65,6%), mentre un minore utilizzo avviene da parte degli enti che si trovano nell’area corrispondente alla Asl3 (46,1%).
Il servizio più richiesto (dal 48,3%) è l’informazione e consulenza (informazione, consulenza legale, fiscale, amministrativa e organizzativa). Seguono le attività di progettazione (15,8%), formazione (10%), promozione (8,8%), comunicazione (8,5%). All’ultimo posto viene citata l’assistenza logistica, utilizzata solo dal 3,9% degli enti.
Inoltre, circa il 91% si dichiara soddisfatta dei servizi e delle informazioni o consulenze ricevute da Ciessevi.

Risorse umane
I dati mostrano un trend differenziato tra i gruppi e tendenzialmente positivo: sono più numerose le realtà che registrano un aumento di volontari rispetto a quelle che hanno subito un calo. Le organizzazioni che hanno registrato un incremento elevato (superiore al 20%) di volontari rispetto al 2003 sono 258. Quelle, invece, che hanno subito una perdita di rilievo di volontari sono 134 (il 21%).

Quanto vale in termini economici l’azione del volontariato?
Come curiosità finale abbiamo calcolato il valore economico (teorico) dell’impegno offerto dai volontari coinvolti nel sociale in provincia di Milano. Quale somma risparmia la collettività grazie all’intervento dei volontari? A Milano e provincia sono impegnati 39.447 volontari sistematici. Mediamente ogni volontario dedica alle attività 4 ore alla settimana. La stima a cui approdiamo è di 3.945 persone impegnate a tempo pieno (impegnate cioè 40 ore alla settimana). Utilizzando come parametro di riferimento uno stipendio lordo - costo aziendale - annuale di 25.000 euro corrispondente al quarto livello del CCNL del Commercio, si arriva a stimare un risparmio complessivo di 99 milioni di euro complessivi annui.

Le criticità
La Relazione annuale presenta una sezione dove le organizzazioni possono evidenziare eventuali problematiche in quattro aree tematiche: quella della gestione interna, della gestione dei volontari e del personale, dei rapporti con l’esterno, del reperimento di finanziamenti. I risultati non sono di tipo quantitativo ma di tipo qualitativo e servono per dare una panoramica sulle criticità che le organizzazioni di volontariato incontrano nella gestione quotidiana delle loro attività. Presentiamo di seguito i principali risultati emersi.

Volontariato giovane
I giovani all’interno delle organizzazioni non sono molto numerosi: sia perché essi sono numericamente pochi in partenza, infatti, nel territorio della provincia di Milano sono presenti circa 340.000 giovani dai 16 ai 25 anni, pari al 10,7% della popolazione adulta, sia perché sono avvenute nella società trasformazioni che precarizzano il mondo del lavoro e richiedono fin da giovani performance sempre più impegnative.
La scarsa presenza dei giovani, spesso concentrata in alcune organizzazioni, diventa un problema rilevante in quanto indebolisce il gruppo. Il volontariato giovanile significa infatti investire sul futuro dell’associazione e anche delineare la qualità dei rapporti sociali: per un giovane l’impegno nel volontariato ha una valenza socio politica rilevante in quanto rappresenta la linea di confine tra la sfera familiare e la dimensione comunitaria.

Necessità di finanziamenti stabili o ripetuti nel tempo
Le organizzazioni ritengono sia opportuno un rinnovo del finanziamento, anche di tipo saltuario. Tale sostegno, oltre ad essere una “boccata di ossigeno” di tipo economico, costituirebbe un importante segnale per l’organizzazione, un riconoscimento positivo per il lavoro svolto. Spesso, infatti, l’ente ha la sensazione di essere dimenticato o deprivato.

Regole certe, non politiche dei tagli a sorpresa
Gli enti pubblici in modo più o meno accentuato (e differenziato nel tempo) mettono in atto politiche di risparmio o di razionalizzazione della spesa pubblica. I tagli o il mancato rimborso di spese che l’organizzazione sostiene (per attività che non richiedono alcun tipo di contributo all’utente finale) creano malumore.

Minore burocrazia
Le associazioni, a causa di iter complessi tra le diverse istituzioni di riferimento, incontrano ulteriori ostacoli: lunghi tempi di attesa nella valutazione dei progetti da parte dell’ente locale che penalizzano la realizzazione dell’intero progetto; dover avvalersi di un commercialista e di un fiscalista solo per predisporre il bilancio ed essere in regola dal punto di vista fiscale; tempi infiniti per vedere assegnata la quota del 5 per mille che i contribuenti hanno voluto devolvere.

Minori oneri fiscali
Per le attività di carattere sociale le organizzazioni preferirebbero essere esonerate da alcune imposte, vissute con pesantezza sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista concettuale: si ritiene che gli operatori del “sociale” debbano essere sostenuti, con coerenza attraverso un alleggerimento di tutte le “tasse” obbligatorie.

Disagi nella disponibilità della sede
Non sempre è possibile ottenere il rinnovo degli accordi; spesso i locali hanno una dimensione limitata; chi condivide lo spazio con un altro organismo deve mediare su orari, giorni, eccetera; le realtà che operano negli ospedali hanno un problema di visibilità; spesso mancano spazi ampi per le attività sociali. E’ da segnalare che a questa categoria di organizzazioni - più fortunate - si affiancano gli enti che non trovano una sede in uso gratuito (neppure di piccole dimensioni), sopratutto a Milano. Circa il 30% delle OdV deve pagare un affitto per la sede.

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Per informazioni sulla disponibilità della pubblicazione
Ciessevi – Area Ricerca e Sviluppo – tel. 02. 45475858 – email:
 

 


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