| Ciessevi: Lacagnina riconfermato alla presidenza |
|
Rinnovato anche il Consiglio direttivo per il prossimo triennio Il nuovo organo di governo di Ciessevi ha riconfermato alla carica di Presidente, Lino Lacagnina, 58 anni, in carica dal 28 settembre 2006. Il nuovo Consiglio direttivo è così composto: Marco Arosio, Delfina Colombo, Graziamaria Dente, Guido De Vecchi, Roberto Ferrara, Roberto Forti, Giovanni Gruppo, Carlomichele Izzo, Mauro Montalbetti, Michelino Smeraldi, Sergio Silvotti. "Nel prossimo triennio - afferma il riconfermato presidente Lacagnina – occorrerà incrementare la nostra capacità di cogliere i bisogni del volontariato e sviluppare risposte efficaci ed efficienti con attenzione ai costi. Il nuovo Consiglio Direttivo appena insediato dovrà affrontare il contesto che si è delineato con la crisi economica, il conseguente dimezzamento dei fondi a disposizione e fare ogni sforzo per evitare che le difficoltà economiche provochino cadute nei livelli quantitativi e qualitativi dei servizi e delle prestazioni offerte da Ciessevi". “Ciessevi è in una fase in cui ha bisogno di cambiare pelle – spiega Lacagnina -. Abbiamo la necessità di porci sempre di più come un servizio “snello e flessibile”, capace di interpretare con risposte tempestive i bisogni espressi e inespressi delle organizzazioni con lo stile dell’Agenzia. Inoltre, la nostra programmazione dovrà avere un respiro lungo e accantonare risorse per progetti pluriennali realizzando economie di scala su servizi specifici. Infine, e non ultimo, il tema della rappresentanza. Abbiamo l’urgenza di rafforzare la connessione col sistema del terzo settore, in particolare con i Forum territoriali, per portare il nostro know-how e la conoscenza dei problemi e delle necessità che attanagliano soprattutto le piccole organizzazioni. L’obiettivo di Ciessevi, ovviamente, non è quello di sostituirsi al volontariato nei luoghi di rappresentanza, ma sostenere le reti locali e tematiche che il volontariato, anche in associazione con altri soggetti, riesce a costruire. Alla politica chiediamo, oggi, di saldare l'intelligenza programmatoria con la capacità progettuale. L'una e l'altra dovranno attraversare una realtà, quella del territorio della provincia |
