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Residenzialità psichiatrica: la collaborazione pubblico-privato Visualizza la notizia in formato PDF (aprirà una nuova finestra)
Programmi innovativi area residenzialità psichiatrica: determinazioni in merito alla collaborazione tra Soggetto pubblico e Soggetto privato per la realizzazione dei progetti.
In riferimento alle indicazioni contenute nel decreto del direttore generale sanità del 3 ottobre 2005 e agli indirizzi del Piano regionale per la salute mentale relativi alla durata triennale dei progetti e alla riqualificazione della residenzialità psichiatrica, da realizzarsi attraverso la promozione di modelli gestionali e organizzativi innovativi fondati anche sulla collaborazione tra Aziende Sanitarie e soggetti privati, la Circolare 20 precisa alcuni aspetti a cui gli Enti pubblici e privati devono attenersi.
Per realizzare un progetto di collaborazione pubblico-privato, è necessario che gli enti coinvolti comunichino quanto prima alla direzione generale sanità, quale strumento giuridico si intenda adottare per rendere operativa tale collaborazione.
Il progetto dovrà essere presentato dal partner pubblico secondo quanto previsto dalla normativa regionale e attenersi in ogni caso ai principi ispiratori del Piano regionale per la salute mentale: l’accoglimento dei pazienti della struttura residenziale deve avvenire su proposta del Dipartimento di Salute Mentale che esercita la direzione scientifica e detiene la responsabilità della definizione del piano terapeutico individualizzato, mentre al soggetto privato compete la formulazione del progetto terapeutico riabilitativo (definito in accordo con l’équipe territoriale curante) che deve prevedere degli indicatori per la valutazione sistematica. Inoltre gli operatori della struttura residenziale sono tenuti a partecipare alle iniziative formative promosse dal DSM. 
Scarica il testo della circolare 15 giugno 2006 pubblicata sul Burl n. 27 del 3 luglio 2006 in formato (193 KB).


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