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Gli italiani e il risparmio Visualizza la notizia in formato PDF (aprirà una nuova finestra)
L’ACRI ha presentato il sondaggio da Ipsos in occasione della 82ª Giornata Mondiale del Risparmio
Roma, 30 Ottobre 2006 - Da sei anni, in occasione della Giornata Mondiale del Risparmio, ACRI, l’Associazione delle Casse di Risparmio Italiane e delle Fondazioni di Origine Bancaria, ha presentato in un incontro pubblico che si è tenuto il 30 ottobre 2006 a Roma, un’indagine sugli Italiani e il risparmio, realizzata in collaborazione con Ipsos.
Dopo la sensazione di rapido e progressivo peggioramento avvertita nei primi anni 2000 e una sorta di stabilità registrata nel 2005, l’indagine 2006 registra l’attesa degli Italiani di un possibile miglioramento futuro della propria condizione economica (un terzo è fiducioso nel miglioramento, meno di un quinto è sfiduciato), anche se quasi la metà del Paese si considera ancora in una situazione insoddisfacente. Il numero di coloro che dicono di riuscire a risparmiare è costante rispetto all’anno passato (37%), mentre aumentano coloro che dichiarano di consumare più di quanto guadagnano (26%; 22% nel 2005).
L’ottimismo per un miglioramento sia a livello personale sia mondiale risulta prevalentemente legato a favorevoli aspettative riguardo alla situazione economica europea: la percentuale di coloro che pensano migliorerà è del 38%, il doppio di coloro che pensano peggiorerà, 19%. Ed è alle istituzioni europee che molti Italiani sembrano affidare un’importante responsabilità nella tutela del risparmio, nonostante alcune insofferenze legate all’introduzione dell’Euro. La fiducia nell’Europa, infatti, rimane buona così come nelle sue possibilità di sviluppo economico.
La maggior parte degli Italiani (86%) ritiene importante che l’investimento del proprio risparmio contribuisca alla crescita del Paese e che vengano finanziate attività nazionali piuttosto che estere. Per questo alcuni (13%) si dichiarano persino disposti a sacrificare parte dei rendimenti auspicati. Se l’alta propensione al risparmio degli Italiani si conferma - sono infatti l’85% quelli che vorrebbero risparmiare, il 37% quelli che ci riescono - ancora bassa risulta invece la loro propensione ad investire in strumenti finanziari, con un lieve ulteriore calo del numero di coloro che dichiarano di possedere una qualche forma di risparmio gestito o amministrato (circa 1 punto percentuale su ogni strumento).
C’è invece una ripresa di coloro che preferiscono l’investimento immobiliare: il 70% contro il 66% del 2005.
Gli Italiani si considerano piuttosto inesperti in materia finanziaria (circa il 70% del campione, contro il 58% del 2001), ciò nonostante molti dichiarano di fare da soli le proprie scelte di impiego del risparmio (il 19% contro il 10% del 2001), e questo può indurli ad affrontare investimenti ad alto tasso di rischio attratti dal rendimento potenziale.
Per gli Italiani il risparmio sembra essere importante non solo per la propria sicurezza economica, ma anche per quella emotiva. Questo induce a richiedere un più serrato sistema di controlli (71%) anche a costo di una minore efficienza, e a chiedere pene severe per chi truffa. Le tutele attuali sono ritenute insufficienti e sempre meno efficaci per il futuro (51% meno efficaci contro 37% più efficaci), perché da un lato c’è la consapevolezza della propria modesta competenza in
materia finanziaria, dall’altro c’è scarsa fiducia nel mercato quale fonte di auto-regolamentazione.
Poco interesse destano, pertanto, eventuali norme tese a rendere il sistema finanziario più libero ed efficiente; e l’apertura verso l’esterno suscita più timori che speranze.

"I risultati di questa indagine – ha detto Giuseppe Guzzetti, presidente dell’Acri, in occasione della presentazione della ricerca – chiedono a tutti – le istituzioni, i protagonisti del mercato, gli stessi consumatori - grande attenzione e responsabilità. Nel Paese c’è un clima più positivo che nel passato riguardo alle possibilità di ripresa economica: la fiducia nel futuro genera impegno e da questo nasce lo sviluppo.
E’ dunque un’occasione che non va persa. Le istituzioni possono e devono fare la loro parte; ma dal canto loro i soggetti che operano nel mercato devono saper ricostruire, là dove manchi, un nuovo rapporto di fiducia con i consumatori. Al di là di norme che generano maggiori tutele, è infatti necessario che da un lato si crei un humus che non consenta al germe di
attecchire, dall’altro che chi opera allo sportello sappia leggere la reale situazione del risparmiatore per guidarlo nelle scelte. Se si vuole, però, che la prima linea sia in grado di dominare la situazione e gestire correttamente il rapporto con il risparmiatore, che a lui si affida, – ha continuato Guzzetti - è necessario che chi guida l’istituzione bancaria o finanziaria elabori indicazioni opportune e dia i giusti stimoli. Non possiamo infatti aspettarci vera qualità di comportamento dalle prime linee se poi nei budget annuali o nei piani strategici si prefigura il miglioramento degli indicatori di efficienza o la crescita dei volumi di attività senza preoccuparsi di come il raggiungimento di questi obiettivi incide sulla qualità del rapporto con il cliente. Non si tratta di rinunciare alla crescita – ha concluso Guzzetti - si tratta invece di rinunciare alla crescita ad ogni costo.
Per quanto riguarda, infine i risparmiatori, che si confermano cittadini consapevoli e interessati allo sviluppo del Paese, è bene che diventino anche consumatori “adulti”, ovvero sempre più capaci di esercitare nelle scelte di investimento dei loro risparmi una prudenza nell’affrontarle che sia soprattutto di metodo più che di merito".
In allegato il comunicato stampa ACRI in formato (72 KB).


 Informazioni
Ufficio Stampa Acri – Telefono: 06/68184.207 – 330
Responsabile Linda Di Bartolomeo – Telefono: 06/68184.262

 



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