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Capitalizzare il volontariato di Expo

Dal Cardo&Decumano all’intera Penisola, per non far spegnere l’inedita e sorprendente “voglia di volontariato” espressa a gran voce da migliaia di Volontari Expo in sei mesi d’Esposizione, CSVnet e Ciessevi Milano presentano il progetto per capitalizzare questo patrimonio "umano".

Durante l’incontro, che si è tenuto il 20 ottobre 2015 a Cascina Triulza, Antonella Morgano, del Dipartimento di Filosofia, Pedagogia, Psicologia dell’Università di Verona, ha illustrato i primi dati della ricerca "Un nuovo approccio al Volontariato: grandi eventi e partecipazione attiva". Una fotografia degli oltre 2400 volontari che in sei mesi hanno prestato servizio in Expo.

Lo Studio, che vedrà la luce nel 2016, rivela che l’86% dei partecipanti non ha mai svolto attività di volontariato per grandi eventi e che il 44% afferma di non avere mai fatto volontariato prima, ma più del 95% dei volontari vuole impegnarsi ancora una volta tolta la divisa da volontario Expo. “Organizzare il volontariato episodico?” invece è stato il tema dell’intervento di Riccardo Guidi e Marta Bonetti del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Pisa, che hanno descritto la “svolta post-moderna” del volontariato e ne hanno tracciato il modello emergente, soprattutto nelle nuove generazioni. Su queste prime anticipazioni Maurizio Ambrosini, sociologo e docente all’Università degli Studi di Milano, ha tracciato un identikit tra auto-percezioni e percezioni organizzative della partecipazione volontaria. Una partecipazione che mescola desiderio di protagonismo e senso civico che le associazioni più tradizionali sono chiamate a intercettare.

Tra gli ospiti della giornata c'è stato chi questo nuova tipologia di ingaggio lo ha già incontrato, intercettato, affiancato e portato ad importanti risultati, come Team London, la realtà che dal 2012 ha capitalizzato il “dopo” olimpiadi e paralimpiadi di Londra. Attraverso un sito web frequentato da circa 90mila volontari e 1400 organizzazioni, si sambiano domande e offerte di volontariato, come lo “Speedvolunteering”, occasioni di impegno anche per meno di 6 ore e senza vincoli di coinvolgimento. Un'altra esperienza presentata è il Progetto Volontari per i Giochi del Mediterraneo di Tarragona del 2017 che sta coinvolgendo quasi 4mila volontari.

E’ su questa nuova voglia di partecipazione e altruismo che i Centri di servizio per il volontariato vogliono investire, a partire da Ciessevi Milano, come ha affermato il Presidente Ivan Nissoli: «Ora tocca noi, a tutto il terzo settore metropolitano, raccogliere la sfida e dare a questo esercito del bene una possibilità. Oltretutto stiamo vedendo concretizzarsi quello che era emerso nell’indagine svolta da Istat con CSVnet e la Fondazione Volontariato e Partecipazione, da cui emerge che a fianco dei 4,7 milioni di italiani impegnati in attività di volontariato presso organizzazioni di terzo settore, vi sono 3,1 milioni di cittadini dediti ad un impegno personale individuale. Noi – conclude Nissoli – ad Expo abbiamo accolto proprio questo e vogliamo incontrare sempre di più anche queste nuove forme di Volontariato: partecipato, diffuso, orientato alla cittadinanza attiva e alla tutela dei beni comuni».

Il futuro del Volontariato parte da Milano, da Expo, dai CSV  per una sfida verso nuovi orizzonti, validi per tutta la nazione.

 

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