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Il Punto: cittadini attivi dal mondo

“Io non cerco un guadagno economico, quello che mi basta è quello che, grazie a questa esperienza di volontariato, mi rimarrà nel cuore”

Le persone corrono a Milano, muovono velocemente i piedi tra ufficio e casa senza accorgersi né della bellezza di Piazza Castello né della telecamera RAI che blocca il passaggio. Le parole sono invece quelle di Edmond, al secolo Guy Mbefang Nguemue, africano, camerunense, studente alla Statale, laureato in Scienze e Tecnologie alimentari e anche volontario Expo, tra le decine di migliaia che da maggio ad ottobre accenderanno Milano.

Decine di Migliaia. Sì, perché quando si parla di “volontari Expo” si tende sempre a pensare che siano solo “quelli del Programma Volontari” di Expo S.p.A., condotto operativamente da Ciessevi e CSVnet. Invece la città nei prossimi mesi si trasformerà nella culla del volontariato nazionale e il Sito Espositivo (ma non solo) sarà “invaso” da decine di migliaia di volontari provenienti anche da storiche realtà quali Caritas, Touring Club Italia, Agesci, Avis, PIME, Fairtrade, Save the Children e molte altre.

Un’allegra invasione di “cittadini attivi” che liberamente hanno scelto di essere presenti con la propria opera di volontariato a disposizione del mondo che convergerà a Milano. Grandi numeri rilevati da subito anche da Ciessevi e CSVnet che hanno chiuso i bandi del Programma Volontari Expo con ben 15mila e 829 candidature per soli 7500 posti disponibili. Un successo bissato, inoltre, con il Programma Volontari per il Padiglione Europa a Milano Expo 2015 coordinato da Ciessevi, dove, prima ancora dell’apertura delle call, si erano “prenotati” già 1300 candidati su 1000 posti (iscrizioni ancora aperte, affrettatevi!).

Un esercito di cittadini attivi del mondo (31 le lingue parlate) che cercano specificatamente un’esperienza di volontariato al servizio della collettività, non un lavoro come spesso affermato su diversi media nazionali: «Oltre l'80% degli aspiranti volontari che si sono candidati per il Programma di Expo o del Padiglione UE – afferma Ivan Nissoli, Presidente Ciessevi - sono o pensionati o giovani universitari o lavoratori non alla ricerca di un impiego».

Un dato che fa fatica a passare sui media, ma che si legge facilmente sui volti dei volontari EXPO: «Io sono in pensione, mi piacerebbe solo ridare alla società, con questa opera di volontariato, ciò che ho ottenuto durante gli anni della mia formazione e professione», conferma Enrico, medico, da decenni attivo volontario sia in Italia che in Africa, che insieme a molti altri ha deciso di svolgere un’opera di accoglienza e facilitazione per i visitatori, che nulla ha a che fare con il lavoro di hostess, parcheggiatori, manutentori, cittadini insomma che aiutano altri cittadini del mondo a vivere al meglio un’esperienza particolare ed unica.

Oltretutto la tradizione che vede gomito-gomito i grandi eventi internazionali e locali con la figura del volontario è lunga e ricca di esempi, a partire dai Giochi Olimpici, passando per il Giubileo e finendo ai numerosi e preziosi eventi culturali territoriali dove la figura del volontario è anche impegnata in plurime attività riconducibili all’ambiente lavorativo (per citare un esempio, alle Olimpiadi di Londra c’erano volontari che tagliavano l’erba e spazzolavano i cavalli), cosa che non succederà a Milano.

«In più – continua Nissoli – siamo di fronte, dati alla mano, ad una percentuale altissima di debuttanti nel mondo del volontariato. Come possiamo non guardare a queste persone come un valore sul quale costruire proposte concrete per far sì che la loro voglia di fare non venga dispersa dopo Expo? Noi siamo al loro fianco e al fianco di tutti i volontari per orientarli, guidarli e per far sì che questa esperienza diventi nuova linfa per l’associazionismo nazionale. Dobbiamo difenderli a tutti i costi, da ogni ingiusta critica, sono realmente il nostro futuro».

Si spengono le telecamere della RAI, con esse anche l’interesse del capannello di curiosi attorno ai quattro volontari appena intervistati (“sono persone famose?”, chiede curiosa una vecchietta). «Ma sono formidabili – afferma la giornalista, chiudendo il microfono – sono veramente convintissimi, bravi», nel mentre sulle facce sorridenti e ancora un po’ imbarazzate dei tre (uno è scappato al lavoro) c’è tutta l’emozione di quello che hanno detto e fatto , perché ci credono. “Grazie per l’opportunità” continueranno poi a ripeterci via whatsapp.
No, grazie a voi ragazzi, ripetiamo da settimane: volto bello di un evento che è motore di una voglia di volontariato sana e genuina che siamo sicuri emozionerà tutta Milano e il mondo che in essa convergerà dal 1 maggio al 31 ottobre 2015.

 

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