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Alternanza scuola-lavoro

La legge n. 107/15 “Riforma del sistema  nazionale  di  istruzione  e  formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti”, che viene comunemente definita “Buona scuola”, prevede alcune novità relative all’alternanza scuola-lavoro e alla scuola aperta, che rappresentano delle opportunità per le organizzazioni del Terzo Settore.

L’alternanza scuola-lavoro: esperienze fuori dalla scuola per acquisire competenze spendibili nel mondo del lavoro
Facciamo il punto della situazione rispetto ai percorsi di alternanza scuola-lavoro a partire dal decreto legislativo n. 77/05 che definisce ufficialmente questi percorsi come “modalità di realizzazione dei corsi del secondo ciclo, sia nel sistema dei licei, sia nel sistema dell’istruzione e della formazione professionale, per assicurare ai giovani, oltre alle conoscenze di base, l’acquisizione di competenze spendibili nel mercato del lavoro.” (art. 1, comma 1) e ne chiarisce le finalità: “attuare modalità di apprendimento flessibili e equivalenti, arricchire la formazione acquisita nei percorsi scolastici e formativi, favorire l’orientamento dei giovani, realizzare un organico collegamento delle istituzioni scolastiche e formative con il mondo del lavoro e la società civile e correlare l’offerta formativa allo sviluppo culturale, sociale ed economico del territorio” (art. 2, comma 1).

Anche gli enti del terzo settore possono accogliere studenti per un periodo di alternanza scuola-lavoro
“I percorsi in alternanza sono progettati, attuati, verificati e valutati, sotto la responsabilità dell’istituzione scolastica o formativa, sulla base di apposite convenzioni con le imprese, o con le rispettive associazioni di rappresentanza, o con le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, o con gli enti pubblici e privati, ivi inclusi quelli del terzo settore,disponibili ad accogliere gli studenti per periodi di apprendimento in situazione lavorativa, che non costituiscono rapporto individuale di lavoro […]”. (decreto legislativo n. 77/15, art. 1, comma 2).

La nuova legge: alternanza nel triennio per tutti, con assicurazione dello stato e anche in estate
Su questa base legislativa si inseriscono le novità introdotte dalla legge n. 107/15:   

  • si parla di progetti di alternanza “scuola-lavoro” anche quando queste attività vengono effettuate in enti del Terzo Settore e sono equiparati dalla legge a veri e propri rapporti di lavoro;
  • i percorsi di alternanza sono regolati da una convenzione tra scuola ed ente ospitante;
  • i percorsi sono attivati: negli istituti tecnici e professionali nel terzo, quarto e quinto anno per una durata complessiva di 400 ore e nei licei per una durata complessiva di almeno 200 ore nel triennio;
  • i percorsi possono essere svolti durante i periodi di sospensione delle attività didattiche e anche all’estero;
  • gli studenti sono coperti da assicurazione dello stato e svolgono a scuola percorsi sulla sicurezza nel mondo del lavoro. Il datore di lavoro è tenuto ad informarli sulle norme specifiche vigenti in azienda (o associazione) prima di prendere servizio;
  • il MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) mette a disposizione una guida operativa, il primo “manuale” per la progettazione dei percorsi di alternanza scuola lavoro: http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/ministero/cs081015bis
  • sarà istituito il “Registro nazionale dell’alternanza” (in accordo con il Ministero del Lavoro e le Camere di Commercio) in cui saranno visibili enti e imprese disponibili a svolgere questi percorsi;
  • il Registro Nazionale avrà una sezione aperta e consultabile gratuitamente in cui saranno disponibili e visibili le imprese e gli enti pubblici e privati disponibili a svolgere i percorsi di alternanza e una sezione speciale del Registro delle imprese in cui saranno consultabili tutti i dati relativi alla singola impresa;
  • il dirigente scolastico può stipulare convenzioni per l’accoglienza di percorsi di alternanza scuola-lavoro anche con enti che NON sono presenti nel registro nazionale per l’alternanza (punto 3c della guida)

“Scuola aperta” per accogliere attività in collaborazione con il territorio
Ulteriore elemento di sicuro interesse per il terzo settore è l’art. 22 della legge che prevede “nei  periodi  di  sospensione  dell’attività  didattica,   le istituzioni scolastiche e gli enti locali,  anche  in  collaborazione con  le  famiglie  interessate  e  con  le  realtà  associative  del territorio e del terzo settore, possono promuovere, nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili  a  legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o  maggiori  oneri  per  la  finanza pubblica, attività  educative, ricreative,  culturali,  artistiche  e sportive da svolgere presso gli edifici scolastici”.

Qual è il ruolo di Ciessevi?
Nell’ambito delle attività di promozione del volontariato tra i giovani Ciessevi continuerà a garantire alle associazioni consulenza e sopporto per strutturare attività, percorsi e proposte efficaci in ambito scolastico e agli istituti scolastici il Passaporto del Volontariato® come strumento per la certificazione delle competenze in ambito non formale e informale.

Allo stesso tempo Ciessevi in qualità di “osservatorio privilegiato” guarda al futuro, alle possibili collaborazioni e alle nuove sinergie tra gli enti del Terzo Settore sia nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro sia per quanto riguarda la “scuola aperta” in un’ottica di flessibilità, condivisione, collaborazione e di maggiore protagonismo e responsabilità dei giovani all’interno del tessuto scolastico e della società civile.

Informazioni
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